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Putignano
LA STORIA
Siamo a Putignano, incantevole cittadina a 40 chilometri a Sud-Est di Bari, nel cuore del comprensorio dei Trulli e delle Grotte. Viene chiamata la città dei tre colli, ed infatti siamo a 375 metri sul mare. Putignano: l'origine del paese è antichissima ed è legata alla storia dei Peuceti, tra i primi abitatori della Puglia. Le specchie, tumuli di pietra presenti in abbondanza sul territorio, confermano la presenza umana, a Putignano, già 2000 anni prima di Cristo. Una delle origini del nome Putignano sembra collegarsi al greco Potimos: vuol dire piacevole, luogo ameno, proprio come le piacevoli campagne che circondano la città. In età classica, la città fu municipio romano ed è proprio in questi anni, fino a tutto il Medioevo, che pian piano si sviluppa la pianta ellittica del centro abitato e si delineano vicoli e corti, tipici del borgo medievale. Si riconoscono persino le botteghe con porticina e bancone di vendita, e gli stipiti, allargati ai fianchi, per far entrare e passare le botti del vino. Nel 1088, il conte normanno Goffredo d'Altavilla donò Putignano ai Monaci Benedettini di Monopoli. Dal 1317 fino ai primi anni dell'Ottocento, la città fu dominio dei Cavalieri di Malta, detti anche Gerosolomitani, la cui sede era vicino alla Chiesa Matrice di San Pietro, l'attuale Palazzo del Principe, anticamente noto come il Palazzo del Balì. È questa, piazza Plebiscito, il cuore, politico ed economico, della città: qui si affaccia anche il Sedile, l'antica sede del governo cittadino. Le poderose mura e le torri circolari, che in parte ancora cingono la città, furono elevate proprio dal Balì Giambattista Carafa, nel 1472, anno in cui venne aperta anche la Porta Barsento che si collega alla Porta Grande o Maggiore lungo la strada, detta la Chiancata. Le antiche mura e il vecchio castello erano state demolite, nel 1219, da Federico II per la disobbedienza dei putignanesi, mostratisi troppo fedeli al papa e non all'imperatore. Putignano è, e rimase cattolica, ricca di arte e cultura: lo dimostrano le numerose chiese e conventi presenti nella città antica. Cinquecentesca la chiesa e il convento delle Carmelitane, che ospitava ben 80 suore. Intima e accogliente la chiesetta della Madonna di Costantinopoli, con il tetto coperto dalle tipiche chiancarelle. Altrettanto piccola e bella, risalente al 1402, è la chiesa di Santo Stefano, protettore di Putignano, le cui spoglie vennero successivamente trasferite nella chiesa di Santa Maria la Greca, riconoscibile dalla sontuosa facciata barocca, sicuramente tra le più belle della città. Altre chiese e altri conventi si contendono questo primato di bellezza e stupore, come la chiesa di San Domenico, seicentesca e barocca. Non da meno la chiesa della Madonna del Carmine, più sobria e con bugnato rustico, e che guarda sul Corso Umberto I. È questa la strada principale della città, prolungamento dell'estramurale che circonda, come un grande cerchio, il borgo antico e che occupa, dal secolo scorso, il posto dell'antico fossato e delle mura. Qui si apre la Putignano di oggi, con i suoi quartieri dell'800 e del '900. L'economia ruota attorno alla piccola e media impresa. Trainanti e sviluppati sono il settore alimentare e caseario, legato alla produzione lattiera dell'allevamento delle campagne e alla sua trasformazione. Importante anche l'artigianato della lana, del legno e del ferro. Maggiormente competitiva l'industria del tessile e dell'abbigliamento, le cui aziende realizzano, nei propri laboratori, confezioni da cerimonia per bambini e soprattutto abiti da sposa, che vengono esportati in Italia e all'estero. Tra passato e presente, storia e tradizione, questa è Putignano, oggi: non solo centro agricolo, ma importante polo aziendale, a conferma della vocazione imprenditoriale, economica e commerciale di quest'area nel sud-est barese.
DA VISITARE: CHIESA MATRICE DI SAN PIETRO
Merita una visita soprattutto la Chiesa Matrice di S. Pietro, che conserva un bel portale ad ogiva, un ampio rosone e una imponente facciata a capanna in parte rifatta nel 1474 su progetto dell'architetto Onnini. All'interno dell'edificio, ampiamente stratificato, sono di particolare interesse le statue di San Sebastiano e San Pietro in cattedra realizzate da Stefano da Putignano (il maggiore scultore del Rinascimento pugliese), numerosi altari in marmi commessi, il soffitto in legno dipinto, nel 1743, l'imponente organo costruito nel 1771 dal barese Pietro De Simone, numerose tele e un presepe monumentale in pietra policroma con statue del XVIII secolo.
PALAZZO DEL BALI'
Adiacente alla chiesa il Palazzo che per secoli ha ospitato il Balì, il rappresentante del Gran Consiglio dell'Ordine dei Cavalieri di Malta. L'assetto odierno è in gran parte attribuibile alla famiglia Romanazzi Carducci che nei primi anni dell'Ottocento acquistò l'edificio per farne una elegante residenza privata. All'interno dello stabile, donato dal principe Guglielmo Romanazzi Carducci al Comune di Putignano perché fosse trasformato in Museo Civico, sono conservate tra l'altro una ricca collezione di armi da fuoco, tele, arazzi, libri, argenterie e il noto Salone Giallo. Mentre di fronte al palazzo si può ammirare il Sedile, l'antica sede del Comune, con orologio e stemma della città sulla facciata.
CHIESA-GROTTA DI SAN MICHELE A MONTE LAURETO
Preziose testimonianze di civiltà rupestre sono due grotte, di minori dimensioni, ma importanti dal punto di vista storico-religioso: quella della Madonna delle Grazie e quella di S. Michele a Monte Laureto, a 3 km sulla statale per Noci, ricca di interessanti affreschi del '400 e del '500, altari in pietra e una statua raffigurante l'Arcangelo Michele scolpita da Stefano da Putignano agli inizi del Cinquecento. Altra chiesa-grotta è quella della Madonna delle Grazie, situata ai piedi di un'antica masseria in un'ampia zona di boschi, con all'interno due edicole con affreschi, tra cui una Madonna con Bambino.
IL CARSISMO E LE GROTTE RUPESTRI
La Grotta del Trullo è la prima grotta turistica in Puglia, aperta al pubblico dal 1935 e situata nel Comune di Putignano sulla statale per Turi a 500 metri dal centro abitato, nella caratteristica zona dei trulli, a dieci minuti da Alberobello. L'ingresso alla grotta avviene attraverso una serie di trulli costruiti dopo la scoperta avvenuta nel 1931. L'interno della grotta è attrezzato con comodi sentieri che permettono dì ammirare alla luce dei riflettori tutte le meraviglie del mondo sotterraneo, abbellita ovunque da splendide concrezioni alabastrine dai tenui colori che variano dal bianco al rosa, uno spettacolo superbo attende il curioso visitatore, quello che si apre ai suoi occhi dalla sommità della scala, la grotta è infatti una delle poche cavità turistiche che presenta questo caratteristico accesso dall'alto. Le visite sono condotte da guide speleologiche che illustrano i vari fenomeni con competenza e professionalità, inoltre i visitatori potranno assistere ad una affascinante lezione sull'origine delle grotte.
LE MURGE E LE MASSERIE AGRITURISTICHE
Un territorio ampio, quello di Putignano, che si estende per circa 99 chilometriquadrati e confina con quelli di Noci, Gioia, Conversano, Castellana e Alberobello. Mandorli, ulivi, ciliegi, viti, fanno da cornice a questa campagna e all'allevamento bovino, particolarmente fiorente per la presenza di ampie zone di macchia mediterranea e di pascoli. Specchie e trulli sembrano disseminati, un po' dappertutto e ricordano la presenza della pietra carsica nei campi, nelle doline e nelle lame di queste parti. Trulli, e masserie, delle quali alcune fortificate con torrette, feritoie e caditoie, altre con tetti ricoperti di chiancarelle, altre ancora con appartamenti padronali e cappelle. Monterosso, Montelli, Spartaglio, Monte Serio, Monacelle, Riccardi, Masseria dei Muli, Femmina Morta, Torre Lunga, Ronca, Sopietro, Foggia Damato: questi i nomi di alcune delle belle masserie dell'agro putignanese, dove l'agriturismo, l'ospitalità e la buona cucina sono di casa. Le vorremmo visitare tutte, come questa di Monterosso, compatta ed elegante nel suo maniero, segno di quella ricchezza e nobiltà che contraddistingue architettura e arredi, dimora signorile di tardo Seicento. Diciotto trulli, tutti perfettamente allineati: siamo alla Masseria del Monte, nei pressi di Barsento. I trulli, un tempo ricovero per uomini e animali, l'antico iazzo per gli ovini, il pozzo, e le chiancarelle grigie, onnipresenti. Antica dimora contadina e signorile è anche la Masseria Montelli, fa parte delle antiche masserie della campagna putignanese, ristrutturata e rimessa a nuovo, con gusto, per accogliere e ospitare oggi, con la cordialità di una volta. Poi gli oggetti antichi, della vita e del lavoro nei campi, esposti per raccontare la vita semplice della campagna. Questo e altro offrono le murge di Putignano, da vivere, con libertà e simpatia, all'aria aperta.
LA GASTRONOMIA
Piatti tipici del luogo sono: orecchiette con cime di rapa; orecchiette con melanzane e uova; cavatelli con sugo di pomodoro fresco e cacioricotta; fave bianche con cirri di vite; cicorielle campestri con farinella (miscela di orzo e ceci tostati); polpette di pane; grano con olio e formaggio; vermicelli con ragù di papera; calzone di cipolla; melanzane o zucchine ripiene; agnello con patate e lampascioni al forno; pezzetti di pane raffermo conditi con acqua, olio, sale, pomodoro e origano. Tra i dolci: tarallini, intorchiate, panzerottini ripieni di marmellata o pasta reale, dolci di mandorle, sasanelli al vincotto, nel periodo natalizio si preparano pettole fritte ricoperte con zucchero e cannella o con vincotto, e le "cartellate" con miele o vincotto.
IL CARNEVALE DI PUTIGNANO
L'evento di maggiore richiamo turistico per il paese è senza dubbio il Carnevale, ormai da anni abbinato alla lotteria nazionale. Inizia il 26 dicembre con il rito delle Propaggini, nel corso del quale gruppi di poeti estemporanei declamano in vernacolo versi satirici e salaci all'indirizzo degli amministratori e dei personaggi più noti della comunità cittadina. Il riferimento a questo particolare giorno è dovuto ad una leggenda locale che testimonia di una traslazione avvenuta nel 1394, quando le spoglie di Santo Stefano Promartire, dal Monastero si Santo Stefano di Monopoli che le custodiva, vennero trasportate nell'Abbazia putignanese di Santa Maria la Greca. La stessa tradizione racconta che in quella occasione i contadini putignanesi, intenti a piantare viti, al passaggio dei fedeli che trasportavano le spoglie del Santo, abbandonarono i campi per unirsi al corteo improvvisando una festa con canti e balli, dove non mancarono personaggi estrosi che si esibirono con versi e rime coniate per l'occasione. Nacque cosi la Propaggine, e la festa viene ancora oggi celebrata nel giorno di S. Stefano e i cosiddetti propagginanti si alternano declamando allusivi e pungenti versi satirici all'indirizzo delle autorità locali e di fatti e misfatti della vita cittadina. Emblema e simbolo del Carnevale di Putignano è la maschera tipica di Farinella. La nascita ufficiale della attuale maschera risale agli anni '50 ed è opera del grafico Domenico Castellano. Essa ha una configurazione che ricorda quella di un giullare o di un jolly, con l'abito a toppe multicolori e con sonaglini sulle punte del cappello, delle scarpe e alla collarina.
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